Storie di visioni

Incredibile eh!  Nella società della “telefono-dipendenza” leggere quel testo ci lascia tra lo sgomento e il perplesso! Bene mai visione fu più saggia e giustamente lungimirante,  e beati coloro che seguirono il consiglio! Che la capacità di visione sia importante  ce l’aveva già detto anche Orwell, direte voi e come sempre avete ragione! Allora ok niente di più normale, normale avere visione, si sa è cosa buona e giusta, nelle aziende c’è visione, nei professionisti c’è visione tutto ok no worries! Ma “che cavolo stai dicendo Willis?” direbbe il povero Arnold ! In realtà c’è un alone di mistero dietro la parola visione, si nomina ma non si sa bene cosa sia e come si abbia, quasi fosse un virus da contrarre. L’immaginario collettivo subito pensa a Steve Jobs o ad altri imprenditori illuminati. Ma è così che dobbiamo intenderla? E’ capacità privilegio degli imprenditori? Ovvio che negli imprenditori è capacità indispensabile e quando non c’è si vedono subito gli effetti distruttivi sull’azienda, ma se approfondiamo un attimo non solo gli imprenditori hanno e devono avere visione. In parole semplici, che come sapete amo, potremmo dire che la visione è la capacità di contemplare scenari alternativi, immaginando come potremmo proiettarci nel futuro, uscendo dalle nostre zone di comfort se necessario,  e approntare le scelte strategiche di conseguenza. Così definita si fa fatica a pensare sia capacità esclusiva degli imprenditori, riuscite ad immaginare una attività, una professione che possa prescindere dalla visione così intesa? Pensateci, esercitatevi e vedrete che non riuscirete a trovare un caso a sostegno! Ovvio che più complessa è l’attività e più necessaria e complessa sarà la visione, ecco perchè ci viene in mente il paradigma dell’imprenditore di successo, ma anche in contesti meno complessi, rimane sempre necessaria seppur modulata di conseguenza. E tristemente riscontriamo che invece la capacità di avere visione non è così presente nelle organizzazioni e nel management, che preferiscono spesso perdersi  in gineprai di dettaglio del qui e ora senza mai alzare lo sguardo e guardare in là …! E invece no, tutti dobbiamo essere dei visionari, sfidare le nostre zone di comfort, sognare e soprattutto immaginare! Fa bene in primis a noi stessi, ci aiuta a conoscerci e a seguire i nostri desideri, fa bene alle organizzazioni in cui lavoriamo, fa bene alle relazioni interpersonali che viviamo e  la somma di tutto ciò fa si che faccia del bene alla società e al mondo! Mi è presa la deriva della sognatrice incallita? Forse, ma riprenderci il nostro pensiero critico e strategico, crescere, diventare più consapevoli di noi stessi credo sia da considerarsi un nostro diritto fondamentale! E voi, miei cari, che ne pensate?

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