Storia di arte, macelleria e pensiero indipendente

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Carissimi,

anche stasera voglio condividere con voi un’altra bellissima storia di lezioni da insegnanti inaspettati e di ringraziamenti.  Ho avuto il privilegio di conoscere Luciano V. qualche anno fa, padre di una mia cara amica del Chianti che  visitavo con costanza. Luciano era un uomo esile e taciturno, nato negli anni 10, aveva portato avanti la tradizione di famiglia del banco macelleria specialista in agnello ai mercati generali di Firenze.  E lì aveva passato la sua intera vita, fatta di carne, amore stilnovistico per sua moglie ( il cui nome si era fatto tatuare sul cuore dopo la morte), massimo rispetto per sua suocera, consigliere di prim’ordine nella sua vita familiare, e last but not least amore per i suoi due figli. Amava gli animali e l’arte  Luciano, e li rispettava tantissimo, a suo modo anche nel suo lavoro li rispettava e gli rendeva onore. Aveva avuto tra i suoi allievi, all’inizio della carriera, il bravissimo e famosissimo Dario Cecchini, e una delle scene più intense che ho avuto il piacere di vivere fu durante una visita a Dario. Questi lo invitò ad andare a vedere la carne. Io li seguii, e la scena di questi due grandi uomini che si commuovono, quasi in sindrome di Stendhal, è un ricordo bellissimo che mi porto dentro. Il loro sguardo andava ben oltre l’apprezzamento per la qualità ,che vedevano dinnanzi ai loro occhi, ma era un trasferirsi, attraverso un profondo gioco di sguardi, tutto il sacrificio e la passione che ci vuole per imparare un mestiere e amarlo ogni giorno. Luciano era questo, un uomo sensibile e passionale, un uomo che era fin troppo distante dalla sua generazione rispetto alla mentalità e all’apertura mentale. Luciano accettava gli altri per come erano, era totalmente avulso da qualsiasi stereotipo e preconcetto, apriva il suo cuore a chiunque incontrasse, dava e si fidava. Lasciava trasparire le sue emozioni e amava condividerle con gli altri, ad oltre 80 anni gioiva come un bimbo per le piccole cose, come ad esempio i suoi amati spaghetti alla carbonara con tanto tanto olio ! Luciano aveva compreso che l’essenza della felicità è essere sè stessi e imparare dagli altri. Poteva stare con qualsiasi persona di qualunque età ed estrazione  e Luciano c’era sempre ed era sempre sè stesso. Non giudicava, non conosceva il giudizio gratuito e il colpevolismo, valorizzava gli altri e augurava sempre il bene  a tutti. Non era un Santo Luciano, diceva parolacce da buon Sanfredianino, fumava due pacchetti al giorno e amava il buon vino, era ingordo ma la sua ingordigia era ingordigia di emozioni e gioia. E così, io ho avuto la fortuna di vederlo accogliere in casa sua allo stesso modo, hippies e magistrati, artisti sciroccati e bambini curiosi, uomini d’affari e personaggi in cerca d’autore, ma lui era sempre li, uguale, con lo stesso sorriso, a dire “benvenuti” e ad offrire del buon pane e formaggio e un bicchiere di caldo chianti! Caldo perchè con quel vino Luciano ti faceva sentire accolto, accettato e benvenuto e i suoi occhi ti guardavano con profondità e dolcezza.

Eppure aveva conoscituto la povertà, le guerre, la fame, la cattiveria gratuita dell’uomo contro l’uomo ma non aveva mai permesso a quanto di orribile vedeva intorno a sè di contaminarlo col seme dell’odio o di cambiarlo, e di questo ringrazio Luciano, perchè nelle nostre chiacchierate mattutine sotto lo splendido sole primaverile del Chanti, è proprio questo che mi ha insegnato e trasmesso.

Ho voluto raccontarvi di questo splendido artista-macellaio-libero pensatore dal tatuaggio sul cuore per riflettere insieme a voi su quanto sia difficile non farsi permeare dal negativo intorno a noi, voi che ne pensate?

 

 

 

5 thoughts on “Storia di arte, macelleria e pensiero indipendente

  1. Ciao,appena iniziato a leggere questo tuo ricordo di Luciano, i lacrimoni sono usciti, non sono riuscita a trattenerli, un caro , tenero ricordo di mio padre, che non avevo mai visto sotto questo aspetto ma certamente tu sei riuscita a fotografare perfettamente
    grazie

  2. GRAZIE PER LA BELLISIMA ANALISI DI MIO PADRE ,IN POCHE PAROLE HAI RESO PERFETTAMENTE LA SUA PERSONALITA’ LUCIANO ERA PROPRIO COSI E POSSO GARANTIRE CHE TUTTI QUELLI CHE LO HANNO CONOSCIUTO GLI VOLEVANO TUTTI BENE( BASTA CHIEDERE AL MERCATO DI S. LORENZO CHI ANCORA LO RICORDA!) GRAZIE ANCORA UN ABBRACCIO GIANNI VOLPI

  3. Buongiorno ha scritto delle cose bellissime sul Nonno Luciano, lo chiamo cosi perché iio sono stata la sua badante fino al giorni che è deceduto; ho conosciuto il nonno tanti anni fa poi per motivi di famiglia mi sono ritrovata senza lavoro ne casa , lui mi ha preso cin se a me e mio figlio con una malattia (schizofrenia ) quando nessuno mi dava lavoro. È vero era taciturno ma i suoi occhi dicevano tutto, amava i suoi figli e viveva con i ricordi della sua attività e della sua moglie, lui era una di quelle persone che se ci fossero di più si starebbe bene un questo mondo di ipocrisia. A nonno Luciano devo molto non ero sua figlia ma mi ha trattati come se lo fosse, per me e mio figlio sarà la più bella esperienza di vita. UN Grande Uomo

    1. Cara Katherine,
      grazie per il bellissimo commento e benvenuta. Mi ha emozionato leggere che tu sei stata vicina al caro Luciano fino ai suoi ultimi giorni. Immagino come ti abbia accolta e trattata Luciano e il bene che abbia voluto a tuo figlio. Era una persona straordinaria e come tutte le persone straordinarie sapeva amare incodizionatamente e superava ogni apparente barriera. E’vero quello che dici il mondo avrebbe bisogno di più persone come Luciano…davvero un GRANDE uomo! Un abbraccio

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