Storia di leadership, risotto petaloso e lentiggini

Cari amici,

questa che segue è la storia di un pranzo con una amica, che ha preso una piega inaspettata e che non potevo non condividere con voi.

In una di queste bellissime domeniche di sole, la mia amica Laura mi aveva invitata a pranzo da lei, ad assaggiare questo fantomatico risotto petaloso che aveva imparato a fare.

Temevo già il peggio, appena ho sentito le parole risotto e petaloso, ho avuto come una visione di me e Laura, che poco dopo averlo impiattato, lo mettevamo in frigo e ci facevamo una rassicurante amatriciana. Nonostante queste perplessità, ho deciso di affrontare questa prova di coraggio e sono andata a pranzo dalla cara Laura.

Mentre eravamo intente ad apparecchiare e a non sbagliare LA  ricetta, Laura mi ha raccontato e mostrato un articolo, dove una modella cinese era stata offesa molto gravemente perché aveva mostrato le sue lentiggini in una foto per un noto marchio. Questo era stato visto come offensivo perché rappresenterebbe un’imposizione dei canoni di bellezza occidentale su quella orientale, scatenando un inferno di botte e risposte tra haters vari e ulteriori imbecilli a seguito.

Non sono neanche voluta entrare nel merito dei commenti-idiozie che hanno scritto, ma vorrei soffermarmi con voi su cosa ci insegna questo episodio.

Siamo positivi e partiamo dal notare che sia un bell’esempio di relativismo, in quanto le lentiggini amate in alcuni paesi occidentali, non piacciono nella Cina dei volti di ceramica. Beh, almeno portiamoci a casa che non esiste un unico canone di bellezza ma almeno due: occidentale e orientale…!

Perdonate la provocazione ma ci rendiamo conto che, ancora nel 2019, siamo qua a parlare di canoni di bellezza e stereotipi? Stiamo ancora definendo il concetto di bello e brutto attraverso parametri canonizzati, perché senza questa definizione non sappiamo come inserire e inserirci in una categoria ?

In una società dove centinaia di donne vengono uccise da mariti, ex compagni, amanti, militari, delinquenti e chi più ne ha più ne metta, noi stiamo ancora a dover parlare della donna come oggetto da misurare e catalogare?

In un mondo del lavoro che condanna la donna a dover guadagnare meno del collega maschio, che la condanna ad una carriera molto più ostacolata e con molte meno probabilità di successo, noi stiamo ancora a guardare i canoni delle modelle?

Trovo questo vergognoso e ingrato verso gli enormi sforzi di chi ha lottato per la pari dignità e le pari opportunità delle donne. Fanculo alle lentiggini, fanculo agli standard!

Bello è ciò che si è e che si comunica. Non esiste un’idea platonica del bello, esiste la bellezza che una persona sa farti percepire. Abbiamo il dovere morale di intervenire in questi casi, perché le nevrosi scatenate nelle donne dal dover seguire quei canoni sono talvolta letali e comunque sempre insensate e umilianti per le donne stesse.

Diciamoci la verità, però. Troppo semplice puntare il dito sui maschietti e sulla società maschilista…si questo lo sappiamo, ma sta a noi portare avanti il cambiamento, sta a noi far imporre i nostri cervelli e non altro. Purtroppo, troppo spesso vedo ancora donne puntare sulla seduzione nelle loro relazioni lavorative e non solo. Questo atteggiamento è svilente per tutte le donne e contribuisce a fare percepire la donna come un oggetto…

Laura ed io abbiamo parlato per tutto il pranzo, incazzate perché ancora succedono queste cose e ancora se ne parla, ancora definiamo canoni occidentali e orientali quando la stessa parola canone andrebbe eliminata per sempre dall’accostamento alla parola bellezza.

Andava bene nelle culture antiche perché si stavano evolvendo, ma noi dovremmo essere quelli già evoluti. Definiamo il bello e il brutto per le sensazioni che qualcosa o qualcuno ci comunica, questa sarà la nostra idea di bellezza. Incentiviamo tutti ad essere se stessi e a mostrarci la loro reale libera bellezza e allora sì, potremmo dirci una società evoluta.

Dopo aver passato buona parte del pomeriggio parlando di massimi sistemi, sono rientrata a casa portandomi la ricetta del  famigerato risotto petaloso che, a dire il vero, non so dirvi che gusto avesse, perché, parlando in maniera concitata a passionaria non abbiamo troppo badato al gusto del risotto !

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