Storia di palloncini, cugine e dignità di donna – Dedicato ad Eleonora de Fonseca Pimentel

Buonasera  carissimi,

stasera desidero parlare con voi di qualcosa a cui tengo tanto e che mi fa incazzare di più: la dignità delle donne. Lo spunto di questa storia nasce da una chat con la mia cara cugina Alessandra.

Buon sangue ( o folle?)  non mente e dopo poche parole su come stavamo etc etc, ci siamo messe a parlare della condizione delle donne nel mondo in cui viviamo, alla vigilia della famigerata festa delle donne.  Già la festa delle donne…che tristezza infinita vedere donne di ogni età affollare ristoranti e discoteche, urlare davanti a grotteschi strip di grotteschi maschi, condividere puzzolenti mimose e con questo credere di festeggiare la dignità della donna! Domani sarà un altro 8 marzo, un altro giorno di festa patetica senza che nessuno pensi realmente a ciò che fa o che invoca.

Festa di donne che si festeggiano senza capire cosa stanno festeggiando…anche perché da festeggiare c’è ben poco! In un’ Italia in cui la TV  e i media in generale continuano con la ingiustificata sovraesposizione del corpo femminile, sdoganando così l’immagine di donna oggetto senza identità e dignità, in cui una show girl matura sostiene che scambiare sesso per carriera è una scelta, in cui non si rispetta la legge sull’aborto,nella sua vera ratio di libertà di scelta tanto combattuta, trincerandosi dietro lo scudo dell’obiezione. Un’Italia in cui  a parità di posizione se sei donna devi essere pagata meno, perché è già tanto che hai fatto carriera, vuoi anche essere pagata come un uomo? Il nostro paese, la nostra libertà stanno regredendo giorno dopo giorno,  i femminicidi riempiono statistiche,  ci stanno rendendo schiave delle rivendicazioni degli anni 70 ma noi tacciamo e sforniamo troniste settimana dopo settimana.

Non mi sono mai considerata femminista, perché la stessa definizione è per me un ossimoro di libertà. Assurdo già un tempo e allucinante al giorno d’oggi, che ci si debba costituire in gruppo per difendere i nostri diritti, come se dovessimo accreditarci come essere umani di pari grado del maschio italico. Assurdo, allucinante ma tristemente vero. Un paese in cui una ragazza subisce uno stupro alla fermata di una metropolitana in pieno pomeriggio, necessita sì di gruppi a difesa.

Le libertà guadagnate lottando duramente non sono qualcosa che ci possono chiedere indietro, non possiamo assistere silenti e inermi a questo massacro di diritti. Anche in questo caso, però, non possiamo girare la testa e incolpare qualcuno…non basta! Noi donne stesse dobbiamo essere paladini delle nostre libertà acquisite, dobbiamo reagire con fermezza e determinazione davanti al vilipendio dei nostri diritti. Ho passato i vent’anni da un po’ e sono consapevole che non si possono cambiare le cose urlando la nostra rabbia, ma sono anche consapevole che il cambiamento lo si mette in atto attraverso comportamenti quotidiani e continuativi.

E questi si che spettano a noi. Iniziamo con l’educare le nostre figlie ad essere consapevoli di se stesse, del loro corpo e del loro valore. Consapevoli dei diritti tanto duramente conquistati e che sono un baluardo di luce in questo incessante oscurantismo, consapevoli che loro con il loro comportamento forgeranno la generazione futura. Pensate se le donne che hanno tanto lottato negli anni 70 e molto prima ci vedessero ora? Il dolore che proverebbero sarebbe infinito. Non possiamo e non dobbiamo accettarlo. E allora basta festa delle donne così intesa, basta essere seduttive a lavoro con gli uomini di potere ” perché così si fa carriera prima, tanto si sa il mondo come va“. Basta essere ricondotte a trucchi e smalti colorati, selfie  in posa, api regine…basta il nostro mondo non va così. Il nostro mondo è fatto di valore, di sacrificio, di multi-tasking millenario per sopravvivere, di lotta agli ostacoli, studio, sacrificio, cervello ed emozioni…questo è il mondo delle donne, questo è il nostro mondo. Così quando qualche illuminato ci dirà che il nostro posto è a casa in cucina, risponderemo che certo abbiamo sempre saputo fare anche quello, fosse solo per mettere la giusta dose di veleno nei piatti degli imbecilli che ci dicono questo! Seguiamo gli insegnamenti di Sofocle: disobbediamo, impariamo a disobbedire davanti a questo scempio, ribelliamoci e affermiamo il nostro valore. Solo quando non avremo più bisogno di dirci queste cose potrà aver senso scendere tutte in piazza a festeggiare! Avanti tutta care amiche, avanti tutta guerriere! Ringrazio la cara Alessandra per la intensa e profonda chiacchierata e, come dice lei, nel dubbio regaliamo palloncini e lasciamoli volare liberi come gli spiriti delle donne che  hanno combattuto per donarci la libertà!

 

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